Diplopia e ambliopia: quando la visione ha bisogno di un controllo ortottico

Vedere bene non significa soltanto distinguere nitidamente lettere, oggetti e immagini. Una buona funzione visiva dipende anche dal corretto sviluppo e dal coordinamento dei due occhi.

Diplopia e ambliopia: quando la visione ha bisogno di un controllo ortottico

È proprio questo uno degli aspetti valutati durante la visita ortottica, un esame che non riguarda soltanto la misurazione della vista, ma permette di analizzare la motilità oculare, l'allineamento degli occhi e la visione binoculare.

Tra le problematiche che possono essere individuate e trattate dall'ortottista ci sono la diplopia, cioè la visione doppia, e l'ambliopia, comunemente conosciuta come "occhio pigro". Si tratta di condizioni molto diverse tra loro, che possono però influire sulla qualità della visione e che richiedono un corretto inquadramento specialistico.

Diplopia, perché si può vedere doppio?

La diplopia consiste nella percezione di due immagini dello stesso oggetto anziché di una sola. Può essere presente in maniera continuativa oppure manifestarsi soltanto in determinate situazioni, ad esempio durante la lettura, dopo molte ore di lavoro da vicino o quando si è particolarmente affaticati.

La visione singola dipende dalla capacità dei due occhi di mantenere un corretto allineamento e di inviare al cervello immagini che possano essere fuse in un'unica percezione. Quando questo meccanismo viene alterato, può comparire la visione doppia.

Le cause della diplopia possono essere numerose e di diversa natura. Possono essere associate, ad esempio, a uno strabismo, ad alterazioni della motilità oculare, a traumi o ad alcune condizioni neurologiche o sistemiche.

Per questo motivo, la comparsa improvvisa di una visione doppia richiede una valutazione medica tempestiva, così da identificarne la causa e stabilire gli eventuali approfondimenti necessari.

Ambliopia, che cos'è l'occhio pigro?

L'ambliopia è una riduzione della capacità visiva di un occhio, più raramente di entrambi, che si sviluppa durante l'infanzia quando il normale sviluppo della funzione visiva viene ostacolato.

Può verificarsi, per esempio, quando i due occhi presentano una differenza significativa nella capacità visiva, in presenza di strabismo o quando un problema visivo non viene corretto durante il periodo in cui il sistema visivo è ancora in fase di sviluppo.

Il cervello tende progressivamente a utilizzare maggiormente l'immagine proveniente dall'occhio che vede meglio, mentre quella dell'altro occhio viene utilizzata meno. Se la condizione non viene riconosciuta e trattata per tempo, la riduzione della funzione visiva può diventare permanente.

Ecco perché la diagnosi precoce dell'ambliopia è particolarmente importante.

Come si riconosce l'ambliopia?

L'ambliopia non è sempre evidente a genitori e insegnanti. Un bambino può infatti non lamentare alcun disturbo e continuare a svolgere normalmente le proprie attività quotidiane.

Proprio per questo i controlli della vista e le valutazioni ortottiche durante l'infanzia possono essere fondamentali per individuare eventuali alterazioni prima che diventino difficili da correggere.

Alcuni segnali possono comunque meritare attenzione: un bambino che tende a chiudere un occhio, inclina frequentemente la testa, si avvicina molto agli oggetti o manifesta difficoltà durante attività che richiedono una buona capacità visiva può necessitare di un approfondimento.

La presenza di questi comportamenti non significa necessariamente che sia presente un'ambliopia, ma rappresenta un motivo per confrontarsi con il pediatra o con lo specialista.

Come viene trattata l'ambliopia?

Il trattamento dell'ambliopia dipende dalla causa e dall'età del bambino e deve essere impostato dallo specialista.

Il primo obiettivo è correggere l'eventuale difetto visivo attraverso l'utilizzo degli occhiali, quando indicati. In alcuni casi può essere necessario stimolare maggiormente l'occhio più debole attraverso l'occlusione temporanea dell'occhio che vede meglio, secondo modalità e tempi stabiliti dall'ortottista e dall'oculista.

Il trattamento è tanto più efficace quanto più viene iniziato durante il periodo di sviluppo della funzione visiva. Per questo motivo non è consigliabile aspettare che il bambino manifesti sintomi evidenti.

Il ruolo dell'ortottista nella diagnosi e nella riabilitazione

L'ortottista rappresenta una figura di riferimento nella valutazione della funzione visiva e della visione binoculare.

Attraverso test specifici può analizzare l'allineamento degli occhi, la motilità oculare, la capacità di utilizzare correttamente i due occhi insieme e la presenza di eventuali alterazioni.

Quando necessario, il percorso può proseguire con un trattamento ortottico-riabilitativo personalizzato, finalizzato a migliorare la funzione visiva e la coordinazione tra i due occhi.

Nel caso dell'ambliopia, il rispetto delle indicazioni dello specialista e la continuità del percorso sono particolarmente importanti per ottenere il massimo beneficio possibile dal trattamento.

Prevenzione: perché i controlli sono importanti

Molti disturbi della funzione visiva possono essere individuati prima che il bambino sia in grado di descrivere un problema.

I controlli durante l'infanzia permettono quindi di intercettare precocemente eventuali alterazioni della vista, dello strabismo o della visione binoculare e di intervenire nel momento in cui il sistema visivo è ancora in fase di sviluppo.

Anche nell'adulto, invece, una valutazione ortottica può essere utile in presenza di visione doppia, difficoltà di coordinazione oculare o disturbi della visione binoculare.

Una valutazione personalizzata per bambini e adulti

Presso il Poliambulatorio Koelliker D'Azeglio, è possibile effettuare una valutazione ortottica per evidenziare eventuali disturbi della motilità oculare e della visione. Individuare precocemente un problema visivo significa poter intervenire tempestivamente e accompagnare il paziente nel percorso più appropriato.

Una visita ortottica non serve soltanto a capire quanto si vede, ma anche a comprendere come gli occhi lavorano insieme.

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